Occhio al Prosecco!

by / martedì, 10 dicembre 2013 / Published in Consigli

Non è una novità ma è sempre bene ricordarlo per evitare di incorrere in sanzioni abbastanza pesanti. Da qualche mese, al servizio del Consorzio di Tutela del Prosecco ed in collaborazione con l’Igq, l’Istituto italiano di Garanzia della qualità, entra ed esce da bar, ristoranti ed enoteche un giovanotto che ha un compito ben preciso: contrastare truffe ed irregolarità sul servizio del Prosecco, DOC e DOCG.

In incognito prima, ed ufficialmente poi, l’ispettore chiede solitamente ai gestori un’ora e mezza di tempo per verificare, con domande, visione dei fusti o prelievo di campioni, che il Prosecco servito rispetti tutto quello che il disciplinare prevede. E, in caso di irregolarità, presunta o accertata, invia direttamente la segnalazione all’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi agroalimentari che potrà comminare le multe e, nei casi più gravi (contraffazione), il reato è penale. Il Prosecco negli ultimi anni ha fatto rilevare una crescita esponenziale nei consumi.

È cambiato inoltre il disciplinare per quanto riguarda le denominazioni DOC e DOCG. Questa evoluzione è stata confermata dalla presenza sul mercato di centinaia di produttori ed etichette, non tutti rispettosi delle regole. Ogni bottiglia è numerata, con fascia di stato sul tappo e possibilità di risalire alla vigna di produzione. La fascetta di stato o contrassegno è consegnata dalla zecca e porta il logo del ministero. È obbligatoria dal 1° gennaio 2012 e viene consegnata in misura uguale alle bottiglie prodotte. Non esistono quindi etichette con diciture strane o simili al Prosecco. Di Prosecco ce n’è uno solo.

Il disciplinare di produzione non prevede la vendita del Prosecco DOC o DOCG sfuso e non viene venduto quindi a caraffa o alla spina poiché in quel caso si chiama GLERA, cioè il nome del vitigno da cui si ottiene il PROSECCO DOC e DOCG.

Il consiglio che diamo ai nostri clienti, quindi, è servire un Prosecco che sia tale, DOC o DOCG, durante le feste, senza rischiare di incappare nel controllo del controllore misterioso… Un Maccari Ca‘ Rosis DOC o Maccari Ca‘ Rosis Superiore DOCG… e passa la paura, degustando e facendo degustare anche un grande vino!

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